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Da Bolzano a Torino, la scalata di D’Aversa

In poco meno di due anni l’allenatore originario di Pescara ha portato il Parma dalla Lega Pro all’undicesimo posto in serie A

AVVIO COL BOTTO. Roberto D’Aversa non ha mai amato le cose banali e scontate. Lo si è capito fin dal giorno della sua atipica presentazione, sabato 3 dicembre del 2016 nella sala stampa dello stadio Tardini, pochi minuti dopo la fine della partita tra Parma, guidato ad interim da Stefano Morrone, e Bassano (1-1). Una squadra in difficoltà sul piano psicologico che decide di puntare su un tecnico semi esordiente, reduce dalla sola esperienza di Lanciano, il quale mette il primo mattoncino della risalita espugnando al debutto il campo del Sudtirol grazie alla rete di Nocciolini. Ma è la seconda vittoria della sua gestione a restare maggiormente nel cuore dei tifosi: lo 0-2 al Mapei Stadium firmato da Giorgino e Baraye il 16 dicembre nel derby con la Reggiana è un capolavoro tattico, di cuore e sacrificio che rilancia le ambizioni dei crociati.

PRIMA FESTA A FIRENZE. Il 2-2 subìto in rimonta a Venezia, unito ai continui successi in extremis dei lagunari, incrinano molte certezze che si sgretolano all’indomani di ParmaAncona, un testacoda risolto a sorpresa in favore dei dorici, quando si sospetta un flusso di scommesse anomale poi smentito dai fatti. Da lì si inaugura un periodo buio che si interrompe nel derby di ritorno (1-0, ancora Baraye) alla vigilia dei play-off. Qui si arrendono, nell’ordine, Piacenza, Lucchese, Pordenone ai rigori fino all’apoteosi di Firenze con l’Alessandria, punita dalle reti di Scavone e Nocciolini nella finalissima che regala l’accesso in serie B.

BIS DI LA SPEZIA. Tra alti e bassi il Parma si mantiene sempre a stretto contatto con le prime della classe poi la batosta di Empoli, avviato verso il ritorno in serie A, rappresenta il vero punto di svolta. D’Aversa è confermato e assieme ai suoi ragazzi, guidati da capitan Lucarelli, intraprende un percorso entusiasmante, al Tardini cadono anche le dirette concorrenti Palermo e Frosinone, che, nonostante gli scivoloni imprevisti di Vercelli e Cesena, consente di giocarsi la promozione diretta all’ultima giornata. Il 2-0 di La Spezia siglato Ceravolo e Ciciretti da solo non basterebbe se il Foggia non raggiungesse il pari allo scadere in casa del Frosinone che, di fatto, consegna il secondo salto consecutivo, il terzo della società, al tecnico abruzzese.

EQUILIBRIO E SOSTANZA. In estate il caso sms e il mercato a rilento complicano i piani a D’Aversa che si rimbocca le maniche e da esordiente in serie A organizza una squadra tutta incentrata su difesa e ripartenze. L’impresa di San Siro con l’Inter è il primo segnale forte, Inglese e Gervinho quando stanno bene fanno la differenza e i successivi bottini pieni di fronte a Cagliari, Empoli e in casa di Genoa e Torino valgono l’attuale undicesimo posto in classifica a quota 17 a più otto sulla zona retrocessione. Un piazzamento francamente inimmaginabile alla vigilia.

BILANCIO COMPLESSIVO. In 84 partite, tra Lega Pro e serie A, Roberto D’Aversa ha ottenuto 43 vittorie, 19 pareggi e 22 sconfitte centrando tutti gli obiettivi richiesti e scacciando lo scetticismo di una piazza esigente come Parma.

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