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Il Parma si spegne alla distanza

Analisi della Gazzetta di Parma sull’ultima partita del girone d’andata vinta dalla Roma al Tardini solo nella ripresa

AVVIO PROMETTENTE. E’ durato meno di un’ora il Parma bravo a contrastare una Roma abituata ormai da anni a competere ai massimi livelli sui palcoscenici di serie A e Champions. In quest’arco di tempo i crociati hanno tenuto botta senza timori reverenziali, mostrando un pizzico di coraggio e spavalderia in più rispetto al solito, e sono mancati unicamente in fase offensiva, dove senza l’influenzato Inglese e con l’ex Gervinho a scartamento ridotto era difficile pungere.

MIRACOLO OLSEN. L’assenza dell’ex centravanti del Chievo si fa sentire anche sui calci piazzati degli avversari, quasi tutti preda della Roma e, soprattutto, di Cristante, subito pericoloso di testa. Siligardi in ripiegamento si accentra prendendosi cura dei due mediani giallorossi che faticano a ragionare anche perchè Stulac si preoccupa di limitare il raggio d’azione del “baby” Zaniolo. Così per il primo vero sussulto bisogna attendere il 27′ quando il lancio di Gagliolo si dirige dalle parti di Siligardi che spara un bolide da pochi passi alzato d’istinto oltre la traversa da Olsen.

INTENSITA’. Ritmi alti, grinta, organizzazione difensiva le armi che permettono ai padroni di casa di chiudere gli spazi e ripartire velocemente ma l’imprecisione dalla trequarti in su impedisce di poter creare altri grattacapi alla Roma.

LA ROMA DILAGA. L’inizio della ripresa è decisamente più blando fino all’inaspettato vantaggio degli ospiti con l’incornata di Cristante sul primo palo a girare in rete il corner dalla destra di Under. Il tecnico D’Aversa corre ai ripari, inserisce Ceravolo per Siligardi e riporta Gervinho in fascia ma il Parma si sgonfia un po’ sotto l’aspetto psicologico e la Roma può scatenarsi in contropiede fallendo diverse occasioni di archiviare in anticipo la contesa. Il raddoppio arriva comunque alla mezz’ora su un mancato anticipo di Stulac sfruttato a meraviglia dal neoentrato Lorenzo Pellegrini che favorisce il tap-in vincente di Under.

SINTESI. In appena novanta minuti si sono visti pregi e difetti del Parma: carattere, orgoglio, organizzazione da un lato, dipendenza dai singoli e cali di concentrazione dall’altro. La classifica resta bellissima e ora si potrà pensare serenamente al mercato da cui bisognerà reperire un vice Inglese.

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