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Equilibrio e serenità: i segreti del Parma

La Gazzetta di Parma dedica un approfondimento al girone d’andata dei crociati che da neopromossi stanno rendendo oltre le aspettative

BOTTINO RASSICURANTE. Il neopromosso Parma ha messo assieme già 25 punti alla fine del girone d’andata, quasi il doppio del Bologna fermo a 13 che occupa la terzultima piazza ipotecando, di fatto, una salvezza fondamentale per garantire continuità al lavoro della società. Il tutto nonostante gli infortuni che hanno colpito buona parte della rosa e il budget limitato in sede di mercato a causa dell’incertezza legata al processo estivo sul “caso sms”.

PIEDI DI PIOMBO. L’obiettivo non è ancora stato raggiunto, memori di quanto avvenne già nell’ultima stagione da matricola in serie A quando i ragazzi di Guidolin girarono a 28 punti poi nelle successive nove giornate racimolarono solamente due pareggi. L’andamento a rilento nelle ultime tre non mise mai a repentaglio il traguardo minimo del Parma che dovrà tenere a mente anche il fresco esempio dell’Udinese: i friulani si presentarono a 27 alla sosta salvo poi crollare alla distanza e racimolare giusto quei tredici punti necessari per eguagliare la fatidica quota della permanenza in categoria. Serviranno di sicuro un paio di ritocchi dal mercato per rinforzare la rosa che, complici gli infortuni, ha mostrato alcune lacune.

EQUILIBRIO. La filosofia di D’Aversa e del suo staff sta pagando anche e soprattutto nel massimo campionato: alla base l’equilibrio di squadra agevolato da una puntigliosa organizzazione in fase di non possesso e delle transizioni negative per non subìre contropiedi deleteri. A quest’aspetto bisogna aggiungere una cura maniacale dei dettagli sui calci piazzati, sia in attacco che in difesa, che possono sempre fare la differenza a livello di episodi.

MOSAICO. Si è venuto a creare un perfetto mix tra giocatori esperti e navigati, vedi Alves, Gervinho e Inglese, altri giovani promettenti, è il caso di Bastoni e Dimarco, e i reduci delle passate promozioni tra Lega Pro e serie B, Iacoponi, Barillà, Gagliolo, Scozzarella e Siligardi, che, attraverso l’orgoglio, l’impegno e lo spirito di sacrificio, si sono rivelati all’altezza anche in serie A. La concretezza di D’Aversa e la tranquillità trasmessa da proprietà e dirigenza hanno fatto il resto e consentono di archiviare con il sorriso un 2018 leggendario.

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