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Ecco Kucka, un carrarmato per D’Aversa

Lo slovacco arriva a titolo definitivo dal Trabzonspor e firma un triennale da quasi due milioni di euro a stagione. Forza, fisico e inserimenti per Bob

Forse il prototipo di mezzala che Roberto D’Aversa ha sempre immaginato: un giocatore dal fisico statuario, dalla forza notevole e che sappia inserirsi negli spazi come fanno i centrocampisti moderni. Juraj Kucka non è più un ragazzino, ok, ma conserva ancora i muscoli di un tempo, quelli che fecero le fortune del centrocampo di Gasperini prima (con i vari interregni di Ballardini, Di Canio e Liverani) e di Montella – per un po’ di tempo – dopo.

Sia al Genoa che al Milan, Kucka si è sempre saputo distinguere per la sua capacità di sdradicare palloni, di mettersi a servizio della squadra, fare filtro davanti alla difesa proteggendo la mediana con la corsa, oltre che sfruttare le sue proverbiali incursioni con una certa frequenza. Gasperini è l’allenatore che lo ha valorizzato di più: 34 presenze, solo due gol ma tanta legna per lo slovacco di Bojnice, cresciuto all’ombra di un Castello costruito nel 1100 prima in legno, poi trasformato in una fortezza, dove Kuco – questo il soprannome che gli hanno affibiato in Slovacchia – ha trascorso parte della giovinezza alla Banik Prievidzaprima di passare al Podbrezova e poi allo Sparta Praga (con una fermata al Ruzomberok), dove si è affermato e fatto notare dal Genoa che lo ha acquistato nel gennaio 2011 dopo che l’anno prima aveva vinto un campionato in Repubblica Ceca.

Kucka viene da una famiglia di calciatori: i fratelli sono professionisti, il padre ha collaborato con molte squadre e ha indirizzato il figlio verso il pallone. Juraj fin da quando aveva cinque anni tira calci al pallone, ma ha rischiato anche di essere – forse solo per un attimo – un giocatore di hockey sul ghiaccio. Sport che ha praticato ma che non è riuscito ad amare come ha amato il calcio.

Lo stesso che lo ha portato alla ribalta e con il quale è arrivato in Italia. Tra Genoa e Milan ha realizzato 14 gol in  194 presenze tra campionato e coppe varie. Nel 2013/2014 si è fermato per un infortunio ai legamenti del ginocchio. Il crociato di Kucka però è stato ricostruito e il ‘carrarmato’ è tornato quello di un tempo, tant’è che aveva conquistato l’Inter (che nel 2012 aveva definito uno scambio di compartecipazioni con il Grifone che incluldeva anche Viviano), prima di passare in rossonero dove ha vinto una Supercoppa Italiana con Montella. Meno fortunata la sua esperienza in Turchia: al Trabzonspor 28 partite nel 2017/18 con tre gol. Quest’anno appena 8 le apparizioni in Super Lig con zero centri. Adesso a Parma vorrà riscattarsi e D’Aversa lo metterà nelle condizioni di poter fare il suo dovere. Da subito.

 

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