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Serbatoio vuoto ma il carattere non manca

Energie fisiche e mentali ridotte al lumicino però per la seconda volta di fila in casa il Parma ha strappato un pari in rimonta ad un avversario superiore

Partiamo dalle note positive: per la seconda volta di fila in casa, contro un avversario di caratura superiore, il Parma è riuscito a strappare un pareggio in rimonta. Il quinto di fila che ritocca ulteriormente verso l’alto la miglior striscia stagionale d’imbattibilità e inverte di nuovo il trend della scorsa settimana al Bentegodi e, più in generale, dell’intero campionato con i crociati spesso costretti a soccombere nella ripresa e subìre ribaltoni anche inattesi. Il carattere e la voglia di non mollare mai, nonostante la Sampdoria fosse avanti di due reti e in totale controllo, testimoniano che, al di là delle assenze e del fisiologico rilassamento nel girone di ritorno, la squadra ha l’innata capacità di rialzare la testa, soprattutto, nelle situazioni più complicate.

PAROLA ALLA DIFESA. Emblematica l’azione del definitivo 3-3 confezionata dai tre difensori centrali, in proiezione offensiva: cross di capitan Alves, incornata di Iacoponi respinta da Audero e tap-in sotto misura di Bastoni, al primo gol in serie A. Rincorso e abbracciato da tutta la panchina, in primis da mister D’Aversa, giusto per far comprendere l’importanza di un punto d’oro strappato in un momento difficile.

POCHE ENERGIE. Scene simili viste anche due giornate fa contro il Milan, quando nei minuti finali la punizione di Alves servì a riacciuffare in extremis una partita che il Parma mai e poi mai avrebbe meritato di perdere. Cuore, gioco e testa in una delle prestazioni più convincenti ammirate quest’anno al Tardini. Che domenica, sotto la pioggia battente, non ha gradito (per usare un eufemismo) il primo tempo passivo dei ragazzi di D’Aversa che, così come era accaduto di fronte al Chievo, dopo il vantaggio stavolta decisamente più fulmineo si sono rintanati nella propria metacampo lasciando il pallino in mano alla Samp, sulla carta, molto meno motivata. Già all’andata i blucerchiati dominarono sul piano di corsa, tecnica e fraseggi però era lecito attendersi, alla luce dell’attuale classifica e dell’obiettivo salvezza da raggiungere, un maggior equilibrio tra le due compagini. La sensazione è che in casa ducale stiano scarseggiando le energie fisiche e, soprattutto, mentali dopo una prima parte di stagione condotta ad altissimi livelli e una seconda spesso condizionata dagli infortuni.

ULTIMO SFORZO. Un serbatoio vuoto riempito in parte dalle motivazioni di voler ottenere al più presto una salvezza da troppo tempo ormai ad un passo ma ad oggi solo ipotecata. A Bologna il carattere e la determinazione dei giorni migliori potrebbero bastare a compiere l’ultimo sforzo e archiviare un’annata da neopromossi ampiamente in attivo.

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